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Le deposizioni: «Cosentino era il padrone».
Il pentito Vassallo cita Mario Landolfi, Italo Bocchino e Gennaro Coronella.
Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Raffaele Piccirillo e trasmessa alla Camera le deposizioni del pentito Gaetano Vassallo che ricostruiscono i rapporti tra la famiglia Bidognetti e il sottosegretario all’Economia.Cosentino definito il vero «padrone» della società di smaltimento rifiuti Eco4 Cosentino, con cui garantiva affari alla camorra e otteneva sostegno elettorale. Nel «tessuto camorristico» tirati in ballo anche politici del Pdl di rilievo nazionale.
Nicola Cosentino era «il padrone», l’uomo politico dei Casalesi. Attraverso il controllo della società Eco4 gestiva lo smaltimento dei rifiuti nel casertano, favoriva gli affari della camorra ricevendo in cambio sostegno elettorale. E della rete di rapporti con le organizzazioni camorristiche facevano parte altri politici di rilievo nazionale del Pdl.
Si può ricostruire così il quadro esposto nelle 351 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Raffaele Piccirillo contro il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl per la Campania e ipotetico candidato per la regione alle elezioni della prossima primavera. A delineare la vicenda sono soprattutto le dichiarazioni Gaetano Vassallo, imprenditore ritenuto legato al clan Bidognetti e collaboratore di giustizia dal 2008. Le deposizioni di Vassallo erano emerse già nell’ottobre dello scorso anno, pubblicate da “L’Espresso”, che Cosentino smentì categoricamente definendole parte di una «indegna campagna mediatica». Oggi però sono riportate nell’ordinanza trasmessa alla Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera.
Secondo quanto affermato da Vassallo, Cosentino «sapeva che io ero socio della ECO4 e sapeva perfettamente dei miei rapporti con la famiglia Bidognetti, per la quale ero il referente all’interno della società». Sin dall’inizio ci fu lo scambio di favori: l’imprenditore dei Casalesi conobbe l’attuale sottosegretario «attraverso Bidognetti Francesco». Vassallo, dopo l’assegnazione al fratello Salvatore di un appalto per la raccolta di rifiuti sul comune di San Cipriano, fu convocato direttamente da “Cicciotto” «affinché indicessi una riunione con le maestranze per sostenere il candidato Nicola Cosentino per le elezioni provinciali. Me lo presentò come suo amico e io personalmente ebbi a prelevare il Cosentino insieme al fratello minore e a portarlo presso il deposito ove erano state riunite le maestranze, invitandole al voto secondo le indicazioni di Francesco Bidognetti».
Nel documento è riportata una deposizione dell’aprile dello scorso anno. Vassallo spiega il nesso tra Cosentino, la società Eco4 che operava nello smaltimento dei rifiuti e la famiglia Bidognetti, chiamando in causa anche altri personaggi politici: «Posso dire che la società Eco 4 era controllata dall’onorevole Cosentino e anche l’onorevole Landolfi (Mario, parlamentare Pdl ed ex ministro delle Comunicazioni, ndr) aveva svariati interessi in quella società. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Orsi Sergio (con il fratello Michele gestore della società, ndr) all’onorevole Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino Nicola ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio Orsi mi informò». L’imprenditore dei Casalesi, designato direttamente dal boss Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte”, era «sostanzialmente un socio, seppure occulto all’interno della Eco 4 e la cosa era ben nota al Cosentino stesso».
I soldi di cui parla Vassallo facevano parte degli accordi tra le parti: l’intesa, si legge, prevedeva infatti che «a fronte degli impegni prestati dal clan ai fratelli Orsi» era fissata «una tangente mensile pari a 50 mila euro, con una previsione ulteriore dell’assunzione di 50 persone scelte dal clan». «Circa il 70 per cento delle assunzioni che vennero operate per la Eco4 erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico-elettorali, richieste da Valente (Giuseppe Valente, presidente del consorzio, ndr ), Cosentino e Landolfi». Assunzioni che riguardavano personaggi politici ed amministratori locali: «Ricordo ad esempio - prosegue Vassallo - le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’on. Cosentino. Sempre Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del Cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate».
In un interrogatorio del luglio 2008, Vassallo torna poi sul coinvolgimento di altri «politici di rilievo nazionale» nei rapporti con la camorra. Il gip Piccirillo scrive che l’imprenditore ha appreso di tali fatti nel corso di una riunione avvenuta nel 2007, poche ore prima dell’arresto di Francesco Bidognetti. Di questi rapporti Vassallo apprese dalla viva voce del boss: «Ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali. In particolare, Bidognetti Raffaele alla mia presenza e alla presenza di Antonio Di Tella, riferì che gli onorevoli Italo Bocchino, Nicola Cosentino, Gennaro Coronella e Landolfi facevano parte del »nostro tessuto camorristico». (Ami)