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Nel brindisino un pitone dentro casa e la coppia gay “scoppia”.

Pitone verde

Dei molteplici casi (registrati in provincia di Brindisi) di matrimoni infranti per colpa degli animali tenuti sotto il tetto coniugale, alcuni sono davvero curiosi. Prendiamo, ad esempio, la fattispecie che ha portato, lo scorso mese di marzo, alla separazione a causa di un pitone (e già solo la stravagante idea di possedere un simile animale è, in quest’ottica, quanto mai significativa): ad ospitare in casa l’esotico serpente era una coppia di gay del capoluogo o, meglio, è stato uno dei due, all’insaputa dell’altro, a portare in una teca l’animale all’interno dell’abitazione comune. Apriti cielo…: quando il convivente si è accorto della bizzarra sorpresa, non ci ha pensato su due volte e - sempre di nascosto all’altro - ha portato via la teca (con dentro il pitone) in un posto più… sicuro.

Inutile dire della reazione scomposta del primo quando non ha trovato più l’amato pitone. Reazione poi sfociata in un vero e proprio impeto di rabbia incontrollata quando, trovato il nascondiglio, ha scoperto che, nel frattempo, il serpente… era morto. Da qui, l’inevitabile fine della storia d’amore e, tale è risultato il punto di rottura, che inutili si sono rivelati i tentativi di conciliare i due. Un altro caso curioso ha riguardato una coppia proprietaria di un cane di grossa taglia, per la precisione un dobermann. Dopo la separazione, il marito (proprietario effettivo dell’animale, come risultante dal microchip) voleva a tutti i costi tenere con sè il cane, malgrado fosse stato costretto a lasciare la casa coniugale e a trasferirsi in un appartamento molto più piccolo. In questo caso, ad intervenire è stata la stessa associazione animalista alla quale i due coniugi si erano rivolti per trovare un accordo: l’Aidaa, in particolare, si è vista costretta a denunciare l’uomo per maltrattamento (atteso che il dobermann, in quanto cane di grossa taglia, necessitava di spazi ben più ampi) e, non solo il marito ha dovuto riportare l’animale nella casa coniugale (affidata alla moglie) ma, in più, ha dovuto pure pagare l’assicurazione contro eventuali danni a cose e persone provocati dal dobermann… di sua proprietà! Anche i gatti, quanto a protagonisti di fatti curiosi, non sono certo da meno. In un caso, ad esempio, ha portato alla separazione perchè il marito (proprietario di un micio già prima delle nozze) proprio non ne ha voluto sapere di farne a meno, malgrado la moglie avesse scoperto, al momento di andare a convivere con il coniuge, di essere allergica ai gatti. In un altro caso, una donna (anch’ella allergica e, quindi, già per questo motivo insofferente alla presenza del gatto tanto voluto dal marito) è andata su tutte le furie quanto l’animale è stato l’involontario colpevole di un incidente con l’auto nel giardino di casa (per evitarlo, la donna ha urtato violentemente contro un muretto, ferendosi). Inutile aggiungere che la lite, impossibile da ricomporre, è sfociata anche in questo caso nella separazione dei due coniugi. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

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