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Per segnalazioni, comunicazioni e informazioni.


Per segnalazioni, comunicazioni e informazioni.

E’ stato avvicinato e costretto a salire su un’auto. Da quel momento è iniziato un incubo, terminato soltanto il giorno successivo con la denuncia alle forze dell’ordine.
Era con amici in piazza Bellini, luogo di ritrovo dove trascorrere la sera a bere e fare due chiacchiere nel centro storico di Napoli. Si era trattenuto a lungo nella piazza, fino a notte inoltrata. E’ stato avvicinato e costretto a salire su un’auto. Da quel momento è iniziato un incubo, terminato soltanto il giorno successivo con la denuncia alle forze dell’ordine.
Protagonista di questa storia di violenza e abusi è un giovane transessuale, che ha raccontato di essere stata sequestrato, picchiato e seviziato in un campo rom di Scampia. L’inferno è durato una notte. L’incubo l’ha portata dal centro storico di Napoli alla estrema periferia nord della città. Tra baracche fatiscenti e maleodoranti, tra sterpaglie e cumuli di rifiuti, in una zona abbandonata e degradata dove il buio della notte appare più fitto e inquietante, lì si sarebbe consumato il terribile atto di violenza.
Prima le botte, pugni e calci, anche sul viso fino a rompergli un dente. Poi gli abusi che ha dovuto subire fino a quando la luce del giorno non ha illuminato lo squallore e allontanato gli aggressori che come belve, ormai sazie dello strazio della loro vittima, si sono dileguati. Probabilmente si trattava di romeni ma su questo, come su altri aspetti della vicenda, ci sono indagini in corso e gli agenti della polizia stanno cercando di ricostruire come si sono svolti i fatti, per risalire ai responsabili.
La vicenda ha molti contorni da chiarire, la dinamica è una trama ancora smembrata. Il transessuale, una volta libero, è riuscito ad allontanarsi ed è dovuta ricorrere alle cure mediche. Si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini, con il volto tumefatto e i segni evidenti delle percosse e degli abusi. (Il Messaggero)
La macchina investigativa si è messa in moto dopo la segnalazione del fatto. Gli investigatori non escludono che possa trattarsi di un atto di omofobia, come se ne sono verificati di recente anche in altre città italiane ma è una delle chiavi di lettura nel ventaglio di ipotesi che sono al centro delle indagini.
L’attività degli investigatori parte da Scampia, dove si sarebbe consumata la violenza, e arriva a piazza Bellini dove l’incubo ha avuto inizio.